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Arteterapia

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Le modalità operative dell’atelier di Arteterapia sono caratterizzate dall’uso di mezzi di espressione e di comunicazione non verbali. La non verbalità è un requisito sostanziale: il silenzio dà spazio e libera l’inconscio. La funzione di protezione e contenimento peculiare del gruppo, genera una holding attenta e flessibile di aiuto e sostegno alla ricostruzione del sé, in un clima in cui ogni tipo di tensione può essere stemperata, la paura, le esitazioni, le resistenze iniziali diluite.

Il paziente può pervenire all’espressione oggettuale attraverso un percorso soft, acquisendo uno stile proprio, necessario a colmare le istanze narcisistiche e le frustrazioni più profonde. Oltre all’opportunità di esprimere emozioni, le realizzazioni oggettuali divengono un mezzo di sostegno dell’io, e aiutano lo sviluppo dell’identità e il rispetto del sé che sovente i vari pazienti non ricevono dall’ambiente in cui vivono quotidianamente. Le facilitazioni e il sostegno dell’arteterapeuta aiutano il paziente ad affrontare sia la banalizzazione insita negli esercizi e negli atti reiterati, sia le eventuali conseguenti situazioni di caos e/o confusione.

L’Arteterapia integra e sostiene la psicoterapia – senza tuttavia sostituirla – grazie alla relazione che si stabilisce tra il paziente e l’arteterapeuta con la mediazione del prodotto visuale. Il disegno spontaneo adoperato nei gruppi di Arteterapia per raggiungere l’inconscio, combattere blocchi e stereotipie e agevolare un accesso ai meccanismi di difesa, libera la fantasia a favore di regressioni positive verso una produzioni libera da condizionamenti effettivi. Più in generale, l’uso dei materiali riveste un’importanza notevole e consente di accedere ai contenuti latenti della comunicazione. Questa impostazione metodologica, che ha molti punti in comune con la libera associazione usata in psicoanalisi, deriva dalla Scuola americana di Edith Kramer.
L’atelier di Arteterapia accoglie i pazienti che risiedono in Comunità da almeno un mese.

Condotto da Carola Lorio, arteterapeuta e fotografa, la partecipazione è spontanea e volontaria.
I gruppi sono composti da non più di otto persone e si svolgono in 3 ore per 2 volte la settimana.


 

 

Foto-arteterapia

 

L’atelier di Foto-arteterapia, per i riferimenti teorici e le metodologie generali adottate è strettamente collegato a quello di Arteterapia. Condotto da Carola Lorio, arteterapeuta e fotografa, si distingue per la sua specificità tecnica e soprattutto per aver mutuato a proposito da Judy Weiser – pioniere indiscussa (1975) e fondatrice del Centro di Fototerapia di Vancouver nel 1982 – l’uso delle tecniche fototerapiche.
In particolare esse si suddividono in cinque parti relativamente autonome:

  1. Fotografie scattate o create dal paziente, o rielaborate a seguito di appropriazione da fonti diverse;
  2. Fotografie del paziente scattate da altri, in cui il paziente è soggetto più o meno consapevole di un’azione appannaggio di altri;
  3. Autoritratti, scattati dal paziente o nei quali le scelte e le modalità di rappresentazione siano riferibili al soggetto medesimo;
  4. Album di famiglia come insieme di fotografie a carattere biografico e documentativo, combinato ex novo con le più svariate prassi operative e di supporto materiale dallo stesso paziente;
  5. Foto proiettiva, basata sul significato attribuito a qualsiasi immagine – propria o di altri – che richiami l’attenzione del paziente o dell’arteterapeuta durante il processo di osservazione. Quest’ultima tecnica, trasversale rispetto alle quattro precedenti, è di fatto una forma di proiezione di senso da parte dell’osservatore, e stimola nel paziente una reazione singolare nella risposta a ciò che vede – elaborando con il terapeuta vissuti profondi e personali – aldilà del presunto significato oggettivo.

I pazienti, dotati di fotocamere digitali e di tutta la strumentazione necessaria, scattano, stampano, ritagliano, elaborano e si stimolano vicendevolmente in un setting favorevole e adeguatamente commisurato alle esigenze del gruppo. Ciclicamente vengono organizzate piccole inaugurazioni per mostrare i lavori prodotti ai compagni e agli operatori della Comunità e anche alle famiglie dei pazienti.
I gruppi, formati da 4 pazienti, si svolgono 2 volte la settimana e hanno la durata di 2 ore.
(Per i frequentatori più assidui dei gruppi di Foto-arteterapia e di Arteterapia si è costituito un gruppo misto in cui è possibile far uso delle diverse forme d’espressione dalla fotografia alla pittura).

 

 

Danzaterapia

 

Nell’ambito delle terapie analogiche, ampiamente utilizzate nel setting comunitario, si colloca anche la danzaterapia, effettuata dalla dr.ssa Anna Gasco con gruppi a cadenza settimanale.
La danzaterapia viene definita come una disciplina specifica orientata a promuovere l’integrazione fisica, emotiva, relazionale, la maturità affettiva e psicosociale e la qualità di vita dell’individuo. La specificità di questa disciplina si riferisce al linguaggio del movimento corporeo e della danza che, uniti al processo creativo, diventano le principali modalità di valutazione e di intervento all’interno di processi interpersonali finalizzati alla positiva evoluzione dell’essere umano.
Il lavoro “sul” e “col” corpo è l’espressione di contenuti profondi che spesso vengono condivisi e rappresentano un comune substrato esperienziale, spesso traumatico, degli utenti della nostra struttura.
Una caratteristica importante insita nel setting della danzaterapia è il piacere funzionale del movimento e della danza, che fa sì che l’espressione di vissuti negativi assumano una componente piacevole e appagante. Talvolta, gli incontri diventano momenti di vero divertimento. Questo lavoro di espressione corporea, elaborazione e mobilizzazione di angosce e paure profonde, libera risorse che a livello cosciente si rendono disponibili per attività e comportamenti organizzati.

 

 

Musicoterapia

 

La musicoterapia utilizza l'elemento sonoro/musicale come mediatore privilegiato sul piano espressivo e relazionale, valorizzando il potenziale preverbale, parasemantico e simbolopoietico dell'esperienza musicale.
Le sedute di musicoterapia recettiva di gruppo, sono caratterizzate da momenti di ascolto condiviso di brani portati dagli utenti alternati a proposte offerte dal conduttore, in un contesto volto a facilitare percorsi espressivi, comunicativi e socializzanti, nonché di evoluzione delle proprie modalità, spesso rigide, di fruizione musicale. Il dialogo all'interno del gruppo può attuarsi metaforicamente, mediato dalle proposte e risposte musicali, oppure attraverso verbalizzazioni spontanee che seguono facoltativamente la fase di ascolto.
Le sedute di musicoterapia attiva di gruppo, si realizzano attraverso momenti di libera improvvisazione tramite l'utilizzo di uno specifico strumentario, della voce e dei suoni realizzabili utilizzando il proprio corpo. Gli incontri di improvvisazione stimolano alla sincronizzazione con il mondo esterno e a momenti di relazione non-verbale, il contesto di gruppo favorisce l'espressione emotiva e la sua regolazione, promuovendo l'integrazione intrapsichica e interpsichica. A termine dell'esperienza improvvisativa vengono proposti momenti di riascolto del materiale registrato e di libera verbalizzazione facoltativa.
I laboratori di musicoterapia sono curati da Francesco Gastaldo; i principali quadri di riferimento teorico sono riconducibili al lavoro di R. Benenzon sull'improvvisazione musicale in ambito riabilitativo, di D. Stern sulle sintonizzazioni affettive e di G. Manarolo sulle tecniche recettive.
Le sedute si svolgono a cadenza settimanale, con durata variabile di una o due ore a seconda delle caratteristiche cliniche dei gruppi.

 

 

Onoterapia

 

La terapia assistita con l'asino, meglio conosciuta come onoterapia, è un tipo di pet therapy molto diffusa in Francia, Svizzera e Stati Uniti, che solo recentemente si sta diffondendo in Italia e si rivolge a un'utenza che soffre di disturbi di personalità, malati psichiatrici, tossicodipendenti, cardiopatici, handicappati motori, bambini, anziani, audiolesi, non vedenti, persone con problemi di ansia, stress, solitudine, accettazione e disarmonia emotiva.

È stata attivata a Fermata d'Autobus nel 2013, grazie alla presenza di due asinelle Verìta e Bijou.
Si tratta di un metodo di cura attivo, che contrasta la tendenza alla passività e all'isolamento. Grazie alle caratteristiche proprie dell'asino: la taglia ridotta, la pazienza, la morbidezza al tatto, la lentezza di movimento, l'indole dolce e curiosa e l'intelligenza si riesce ad entrare in comunicazione con soggetti che hanno difficoltà relazionali, emotive ed affettive attraverso il sistema asino-utente-operatore. L'operatore svolge le importanti funzioni di facilitare la comunicazione e la relazione con l'utente.

L'asino, infatti, con i suoi modi semplici, accoglienti ed empatici, aiuta gli utenti a ritrovare una comunicazione e un'affettività di base.
I progetti di cura sono variegati e vengono programmati in base alle esigenze specifiche degli utenti, in linea generale prevedono: la conoscenza dell'animale tramite il tatto, valorizzando la mano come strumento di comunicazione e affetto, esercizi in serie e giochi che favoriscono linguaggio, responsabilità e concentrazione.

 

 

Ortoterapia

 

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“Ortoterapia” deriva dall’inglese “Horticultural Therapy” - è infatti nei paesi anglofoni (Canada, Australia, Stati Uniti e Gran Bretagna) che è nata e si è sviluppata.
Lavorando con materiale vivente, con le piante, l’Ortoterapia è una terapia alternativa in grado di migliorare lo stato di salute degli individui, sia nel senso prettamente organico sia psicologico. Nella pratica rituale è un valido strumento di lavoro e può trovare diverse applicazioni (lavoro di gruppo; prendersi cura di un essere vivente che nasce, cresce e si trasforma; toccare con mano il risultato del proprio lavoro). Più in generale, la condivisione delle attività agricole è utilizzata a fini sociali, terapeutici, riabilitativi e educativi.
Fermata d’Autobus ha messo a disposizione per questo scopo un terreno agricolo, un “campo” nei pressi della sede di Oglianico, dove gli utenti della comunità potranno trarre giovamento psico-fisico dalle attività di giardinaggio e di orto-frutticoltura e acquisire le abilità necessarie alla progressiva autonomizzazione fino al raggiungimento di competenze professionalizzanti.

Un particolare ringraziamento è dovuto alla Fondazione CRT che ha sostenuto la realizzazione del progetto grazie all’erogazione di un contributo.

 

 

Arti applicate

 

 

Il Laboratorio di Arte applicata è condotto a Oglianico da Cristina Mandelli, artista, con l’obiettivo di realizzare manufatti utilizzando la tecnica della stampa serigrafica. Il laboratorio è costituito da tre momenti fondamentali. Una prima parte progettuale durante la quale, insieme ai partecipanti, si decide quale sarà il tema della collezione e quali saranno i modelli e le grafiche da realizzare. Una seconda parte di sperimentazione sia dei materiali che delle tecniche di stampa da utilizzare; e una terza parte, quella finale, nella quale si realizzano i manufatti definitivi.

Un particolare ringraziamento è dovuto alla logosanpaolo che ha sostenuto la realizzazione del laboratorio grazie all’erogazione di un contributo per il Progetto "La Bottega di Penelope".

 

 

Caffè filosofico

 

Nelle nostre società, come ha scritto Umberto Galimberti, non è più il dolore della vita a produrre la mancanza di senso, ma la mancanza di senso delle nostre vite a produrre dolore. Se la malattia diffusa della modernità è proprio questa crisi di significati e di valori, lo strumento per guarirne è quello che permetta meglio di prendersi cura del senso. Questo strumento è da sempre, nella tradizione occidentale, la filosofia. Oggi, alla luce di questa necessità, la filosofia ritrova stessa in una nuova declinazione e diventa pratica filosofica. Ritornando alle proprie radici esistenziali – quelle stesse con cui è nata in Grecia – la pratica filosofica nasce in Germania più di vent’anni fa e da alcuni anni si afferma anche in Italia. Alternativa a ogni pratica terapeutica e patologizzante, la pratica filosofica si propone come una nuova risposta nell’ambito delle relazioni di aiuto, nella convinzione che non ogni disagio è una malattia e che “la miglior cura è il senso” (Jung). Priva di connotazioni ideologiche o direttive, è un’attività non richiede alcuna competenza filosofica preliminare, se non la semplice volontà di “mettere in moto il pensiero”.
La pratica si svolge concretamente nella forma di un dialogo in cui il moderatore aiuta i partecipanti a filosofare insieme con lui, sviluppando l’esercizio di capacità critiche, di analisi e di autoconsapevolezza, in un lavoro di decostruzione e ricostruzione dei problemi posti – ma anche dei pregiudizi inconsapevoli che li accompagnano e delle ripercussioni emotive che ne conseguono. In questo senso, la pratica filosofica svolge una funzione di orientamento esistenziale di fronte a domande, cambiamenti, scelte, valori, secondo una modalità e con strumenti differenti dalle pratiche psicoterapeutiche.
Una modalità ludica di avvicinamento alle pratiche filosofiche è il Café philo. Nato casualmente una quindicina d’anni fa in un caffé parigino della Bastille, il caffé filosofico è un luogo in cui, cercando di rinnovare lo spirito dialogico e comunitario della filosofia, un gruppo di amici o di sconosciuti si incontra per dar vita al pensiero. Attraverso un tema di discussione, coordinati da un conduttore, i partecipanti sono invitati a filosofare insieme in un gioco di domande e risposte aperte, guidati dalla libera curiosità del pensiero, in un esercizio che ripete il gesto originario della filosofia del domandare e dell’interrogare nella ricerca del senso. Il caffé filosofico è condotto dal dott. Guido Brivio.

 

 

Ceramica

 

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L’atelier di Ceramica è guidato da Cristina Rossebastiano, tecnico della ceramica, a Oglianico, due volte alla settimana. Le attività prevedono la lavorazione di tre tipi di terre (argilla bianca, rossa e refrattaria), modellate con tecniche diverse: a lastre, a colombino, colombino a lastre, pizzicotto e neriage. I manufatti decorativi o d’uso quotidiano realizzati dai residenti vengono puntualmente sottoposti a cottura. Molti di essi sono oggetto di un ulteriore intervento di tipo pittorico e/o protettivo e cotti nuovamente in forno.

Un particolare ringraziamento è dovuto a logounicredit che ha sostenuto l'attività del laboratorio di ceramica finanziando l'acquisto di un Forno Ceramico Rohde per la cottura dei manufatti realizzati dai nostri pazienti.

 

 

Computer

 

Il Laboratorio dedicato all’uso del Computer è aperto a tutti i residenti delle diverse strutture della Comunità. Condotto da Alessandro Sabena si svolge in due giorni alla settimana per consentire a ognuno degli utenti di seguire una programmazione specifica, commisurata sia ai prerequisiti sia agli interessi personali. Allo scopo di superare le iniziali ostilità diffuse nei confronti di questo strumento, le esperienze proposte in forma di gioco sono riferite a situazioni che non richiedono ausili o programmi speciali. Per favorire un’acquisizione consapevole e potenzialmente autonoma, gli argomenti di interesse generale vertono sulle caratteristiche tecniche e funzionali del Computer e prevedono: l’utilizzo della posta elettronica e del web, l’uso di software liberamente scaricabili da Internet o, per facilitare un eventuale ingresso nel mondo del lavoro, lo studio più approfondito di software dedicati.

 

 

Videomaker

 

Impostato per accogliere le esigenze molteplici di un gruppo, il Laboratorio Video condotto da Alessandro Sabena, videomaker, può anche essere dedicato a un progetto individuale, a un’idea o a un soggetto: pochi minuti di immagini in movimento per esprimersi utilizzando una telecamera, un cavalletto e un microfono con l’ausilio un piccolo sistema di montaggio. L’obiettivo è raccontare una storia che riguarda le emozioni, i percorsi interiori, oppure una propria visione della realtà attraverso un video diario, clip musicale, visual-art o altre forme espressive pertinenti a questo campo attraverso le diverse fasi operative.
Dopo la visione di alcuni lavori realizzati dai gruppi precedenti ed esempi di videoarte e clip musicali che stimolano la discussione collettiva, permettendo di cogliere gli elementi narrativo-visivi e di appropriarsi degli elementi di base del linguaggio audiovisivo, si approda alla progettazione condivisa di uno o diversi clip video. Le riprese vere e proprie, dove ognuno può scegliere la mansione che preferisce (dalle riprese, alla scenografia, ai costumi, alle musiche, agli effetti digitali) e portarla a termine interagendo creativamente con il gruppo. L’ultima fase è quella del montaggio in cui con il gruppo si costruisce la clip video e si vede prendere forma contemporaneamente il contenuto e la forma estetica stabilita in precedenza.

 

 

Cucito

 

Il Laboratorio di Cucito si svolge presso la comunità di Oglianico. Assecondando le richieste e le passioni di ogni partecipante, s’individuano le “piccole arti” che più stimolano la creatività: il ricamo, il cucito, la maglieria. L’obiettivo del laboratorio è di stimolare la creatività dei ragazzi, in un contesto di condivisione e ricreazione. Nel corso dell’anno si realizzano prodotti finiti: borse, abiti, centrini, tovagliette, sciarpe, etc., partendo dalla semplice ma pur sempre indispensabile arte di attaccare un bottone!

 

 

Giardinaggio/orticoltura

 

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Le attività di Giardinaggio e di Orticoltura si svolgono all’interno delle nostre strutture, nelle quali abbiamo sempre dato grande importanza alla presenza di spazi verdi e fioriti. In particolar modo, nelle nostre Comunità terapeutiche in campagna, a Oglianico e nella casa in Francia, abbiamo realizzato un grande giardino con fiori, piante da frutto e un orto che fornisce verdura di stagione. Le attività inerenti il laboratorio sono finalizzate a stimolare nei residenti il senso di responsabilità legato al “prendersi cura di”, a migliorare la socializzazione e la stima di sé. Com’è dimostrato, il contatto con il mondo naturale ha notevoli effetti positivi, tra cui il rilassamento e una riduzione del livello di stress. Il laboratorio assume una valenza professionalizzante, consentendo agli utenti di acquisire competenze di base nella manutenzione di un giardino e di un orto, eventualmente utili in fase di reinserimento lavorativo attraverso una borsa-lavoro.